Nel 1980 il team Lotus si presentò ai nastri di partenza del mondiale di formula uno con un parco piloti per metà rinnovato.

L’argentino Carlos Reutemann, trasferitosi in casa Williams, venne sostituito dal giovane pilota romano Elio De Angelis che andò ad affiancare l’italo americano Mario Andretti.

Già campione Europeo di kart nel 1976 e vincitore del titolo italiano di Formula 3 nel 1977, il pilota italiano era approdato nella massima serie soltanto l’anno precedente, fornendo con una modesta Shadow prestazioni che dettarono l’interesse di Colin Chapman (4° posto a Watkins Glen).

I primi passi di Elio De Angelis con i nuovi colori confermarono le proprie qualità velocistiche: già nella seconda gara in Brasile concluse la corsa al secondo posto (record di pilota più giovane sul podio).

Purtroppo il proseguio della stagione non offrì buoni spunti neanche per Andretti a causa della ridotta affidabilità e del comportamento problematico della Lotus 81.

De Angelis concluse il mondiale ’80 al settimo posto con 13 punti all’arrivo grazie ai vari piazzamenti (2° a Interlagos, Italia, Austria, Stati Uniti).

Il legame tra il pilota romano e la Lotus durò 6 stagioni, dal 1980 al 1985.

Con le vetture di Chapman Elio ottenne due vittorie in formula uno: la prima indimenticabile nel 1982, sopravanzando sul traguardo di pochi millesimi il finlandese Keke Rosberg il quale vinse poi il titolo mondiale.

La seconda vittoria avvenne sulla pista di Imola nel 1985, a causa della squalifica della McLaren sottopeso di Alain Prost.

L’anno successivo, il 1986, trovò il suo compagno di squadra Riccardo Patrese a condividere una annata disastrosa come risultati, a causa della difficile messa a punto della “sogliola”.

Purtroppo, durante una seduta di prove private al Paul Ricard, a causa del cattivo fissaggio dell’alettone posteriore, Elio incappò in un tragico incidente mortale.

I commissari di pista durante l’affannoso e non riuscito salvataggio a causa di una organizzazione a dir poco scabrosa non riuscirono a salvare il pilota romano dalle inalazioni dovute al principio d’incendio della sua Brabham.

Elio De Angelis ebbe l’ulteriore distaccamento della colonna vertebrale.

Pochi giorni dopo, il suo compagno di squadra Riccardo Patrese, rilasciò una intervista dove disse che in quei test privati doveva esserci lui, ma il compianto pilota romano gli chiese di poter effettuare lui i test per “capire” di più quella macchina scorbutica.