Al termine della stagione 1978 si concluse il rapporto tra il Team Ferrari e Carlos Reutemann.

Subentrò così il Sud Africano Jody Scheckter, sul quale Enzo Ferrari aveva messo gli occhi già da tempo, ritenendolo un pilota grintoso e razionale, come mostratosi al volante di Tyrrel e Wolf.

Bastarono infatti poche settimane per instaurare una sintonia con la squadra e il suo compagno Gilles Villeneuve, al quale lo avrebbe legato una sincera amicizia.

Se il canadese si dimostrò veloce ma incostante, Jody esibì una condotta meno spettacolare ma più proficua.

Nel 1979 quindi, Scheckter tagliò il traguardo in 13 dei 15 gran premi in calendario con 3 successi: Zolder, Monaco e Monza.

Questa monoposto, frutto del lavoro ancora una volta vincente dell’Ing. Forghieri, si rivelò molto affidabile pur avendo nel motore 12 cilindri una potenza inaudita.

Chiamata anche “pantofola”, la T4 aiutò Scheckter ad essere il primo Campione del Mondo di F.1 Sud Africano a tutt’oggi, ed il Cavallino rampante ad aggiungere nel proprio carnet una’altra Coppa Costruttori.