La Spirit è stato un Team britannico di formula uno che ha corso dal 1983 al 1985.

Fondata da John Wickman, esperto manager di scuderie di F.2, non è mai riuscita a segnare punti mondiali, pur potendo utilizzare i progetti di Gordon Coppuck.

Il Team fu fondato nel 1981. L’intento iniziale era quello di partecipare al campionato europeo di F.2 dell’anno successivo , in stretta collaborazione con il colosso Honda che mancava nella massima formula dal 1968.

Come piloti vennero scelti lo svedese Stefan Johansson (con brevi esperienze in F.1) e Thierry Boutsen che nel 1981 era giunto secondo in F.2.

Malgrado l’inesperienza, il Team sfiorerà il successo, restando in corsa per il titolo sino all’ultima gara con Boutsen.

Il belga vince tre gare, mentre lo svedese Johansson chiuderà all’ottavo posto. I due conquisteranno otto pole e Boutsen guiderà le gare in testa per più giri di qualsiasi altro pilota.

I risultati convinceranno la Honda a puntare definitivamente sulla Spirit per il ritorno in F.1 dopo 14 anni di assenza. Nel 1983 il pilota britannico Geoff Lees si aggiudicò il Campionato giapponese di F.2, vincendo 2 gare con una Spirit-Honda.

Nel Novembre del 1982, Boutsen e Johansson iniziano a testare la vettura di formula uno per il 1983. L’esordio avvenne nella Race of Champions, gara non valida per il Mondiale, sul circuito di Brands Hatch.

Con Johansson alla guida la vettura si qualificò dodicesima, ma dopo 4 giri fu costretta al ritiro per un guasto al motore.

L’esordio nel Mondiale avvenne nel Gp. di Gran Bretagna il 16 Luglio 1983 sempre con al volante Stefan Johansson. Il miglior risultato dell’anno, e della storia della scuderia, sarà il 7° posto nel Gp. di Olanda.

La vettura utilizzata era la stessa di F.2 riadattata. A fine 1983 la Honda lascerà la Spirit per la più prestigiosa e blasonata Williams: la scuderia si adatterà, per la stagione 1984, alla motorizzazione Hart.

Il motorista inglese fornisce un motore turbo con 4 cilindri in linea. La vettura fu inizialmente testata dall’ex campione del Mondo Emerson Fittipaldi sul circuito di Jacarepaguà, fu poi la volta dell’italiano Fulvio Maria Ballabio, la cui iscrizione al campionato fu bloccata dalla Fia.

La scuderia scelse così un altro pilota italiano, Mauro Baldi, che nel corso della stagione si alterna con l’olandese Huub Rothengatter, ma senza ottenere un risultato migliore dell’ottavo posto, colto in ben 4 occasioni.

Nel 1985 parteciperà solo alle prime tre gare. Dopo la gara di S. Marino la scuderia abbandonerà la formula uno, cedendo la fornitura di pneumatici alla Toleman.

Il Team riapparve in F.3000 come Spirit Motorsport nel 1988, con i piloti Bertrand Gachot e Paolo Barilla.

Successivamente vengono ingaggiati il pilota brasiliano Marco Graco e il belga Eric Bachelart, purtroppo senza mai qualificarsi.

A fine stagione la Spirit uscì definitivamente dal mondo delle corse.